“Porta si rivolge a un esecutivo che è anche il suo e lo interpella su una scelta presa da quella che è anche la sua maggioranza. Forse, anziché puntare il dito contro qualcun altro, il coordinatore Pd Sudamerica farebbe meglio a guardare con più attenzione in casa propria”

“Mi fa sorridere la presa di posizione dell’ex deputato Pd Fabio Porta, oggi coordinatore Pd per il Sud America, per quanto riguarda il referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari. Porta è allarmato, parla di sedi consolari chiuse e di pericoloso aumento di contagi da covid19, in particolare in alcuni Paesi dell’America Latina. Se da una parte è giusto precisare che le sedi chiuse sono già state tutte riaperte, è opportuno sottolineare che la decisione di far svolgere il referendum a settembre e, almeno per ora, di non rimandarla ulteriormente, è stata presa dalla maggioranza di governo. Dunque proprio da quella maggioranza di cui anche Porta fa parte, oppure se l’è dimenticato?”. Lo dichiara in una nota Francesco Patamia, Segretario del MAIE Europa.

“L’esponente dem, quindi, farebbe bene a chiedere lumi al proprio partito, al Pd. Non sa, per esempio, che il Pd è rappresentato anche alla Farnesina, da una viceministra degli Esteri? Non sa che più della metà dei Ministri di questo governo fanno parte del suo partito o sono ex Pd? Ecco il paradosso: Porta si rivolge a un esecutivo che è anche il suo e lo interpella su una scelta presa da quella che è anche la sua maggioranza. Forse – conclude Patamia -, anziché puntare il dito contro qualcun altro, il coordinatore Pd Sudamerica farebbe meglio a guardare con più attenzione in casa propria”.