“Un appuntamento che organizzeremo in vista delle elezioni del Comites, previste per la primavera del prossimo anno”. Francesco Patamia, Segretario MAIE Europa, a colloquio con Italiachiamaitalia.it: “Continua a crescere il MAIE Europa, nuovi ingressi di italiani da tempo presenti nelle Camere di Commercio, nelle Associazioni di settore e all’interno dei Comites”

La tenacia e la determinazione di Francesco Patamia, Segretario MAIE Europa, sta portando lustro al Movimento Associativo Italiani all’Estero, dimostrando che la competenza è sempre la chiave del successo. L’impegno costante del Segretario a favore dei nostri connazionali si è recentemente concretizzato in un’ambiziosa proposta legislativa volta alla cancellazione dell’IMU sulla prima casa per gli italiani all’estero iscritti all’AIRE. Lo abbiamo intervistato per saperne di più.

Segretario, può spiegarci meglio cosa state facendo per raggiungere l’obiettivo? Preparerete una proposta di legge popolare? Quali sono i tempi, chi ci sta lavorando? E come va la raccolta firme presso le sedi MAIE?

Era un progetto su cui lavoravo da tempo e che ora, grazie alla struttura organizzativa del MAIE, può diventare realtà. L’apertura delle sedi periferiche MAIE in Belgio, Francia, Germania e Svizzera e la nomina di coordinatori territoriali ha consentito di creare una rete attorno alla quale numerosi italiani stanno convergendo e ai quali il MAIE vuole offrire servizi di qualità. Primo fra tutti, la possibilità di presentare proposte legislative di iniziativa popolare così come previsto dall’art. 71 c.2 della Costituzione Italiana e dalla legge 25 maggio 1970 n. 352.

Per la redazione del progetto di iniziativa legislativa, il MAIE si è avvalso di giuristi costituzionalisti e di esperti nel settore tributario fiscale.

Inoltre, in ciascuna sede, il MAIE ha attivato uno sportello per la raccolta delle 50.000 firme necessarie alla presentazione alle Camere ed ha assicurato la presenza di un notaio per l’autenticazione delle stesse.

La raccolta delle firme sta procedendo, ma abbiamo già pianificato una serie di eventi per ampliare il bacino di utenza.

Il MAIE Europa sta vivendo una nuova fase, continuando a crescere nei diversi Stati. A cosa deve il successo delle ultime settimane?

Una valutazione ponderata dei curricula ha consentito una scelta di qualità. I coordinatori vantano profili professionali e politici di tutto rispetto. Un tratto che li accomuna è certamente un passato speso tra gli italiani, per gli italiani, nelle Camere di Commercio, nelle Associazioni di settore e all’interno dei Comites. Alcuni non hanno esperienza politica ma hanno una solida base imprenditoriale che consente loro di traslare le nozioni di microeconomia nel campo macroeconomico della gestione della cosa pubblica. Sono molto soddisfatto di avere un team al mio fianco di tale caratura.

L’ultimo congresso MAIE si è tenuto a Bucarest, anni fa. È previsto un nuovo appuntamento europeo che possa riunire tutti i coordinatori? Se sì, quando e dove?

Certamente, il congresso ci sarà. Mi piacerebbe che fosse a Bruxelles, cuore pulsante delle istituzioni europee e casa di molti italiani emigrati a partire dal secondo dopo guerra. Ci stiamo impegnando affinché il congresso possa avere luogo a gennaio-febbraio, in modo da poter discutere e pianificare le elezioni Comites 2021.

A proposito di elezioni Comites, sono decine le circoscrizioni consolari in Europa. Pensate davvero di presentare liste MAIE in ciascuna circoscrizione?

Come già anticipato dal Presidente Merlo, abbiamo già cominciato a lavorare perché la presenza del MAIE nelle liste elettorali sia rilevante da un punto di vista qualitativo e quantitativo. Ci sono dei nomi che stiamo valutando ma, allo stato, non mi sento di poter aggiungere altro.

L’incarico di Segretario MAIE Europa è importante e prestigioso. Durante i recenti incontri in Germania, Francia e Belgio, quali sono state le richieste dei connazionali?

Sicuramente ho percepito un senso di delusione ma anche di speranza. Delusione nei confronti dello Stato Italiano che considera gli italiani all’estero come italiani di serie B e che non fa nulla per promuoverne il rimpatrio. Primo fra tutti, la mancata abrogazione della tassa IMU sulla prima casa che costringe i nostri connazionali a dismettere gli immobili in Italia di loro proprietà. Credo che la delusione dipenda altresì dalla crisi economica legata al Covid-19 e alla carente assistenza ricevuta. Nell’ascoltare le loro storie ho percepito anche speranza e voglia di fare, mi impegnerò per promuovere misure fiscali a favore dell’imprenditoria e dell’eccellenza italiana incidendo positivamente sull’export. Credo infine che sia improcrastinabile uno studio serio e approfondito su misure che consentano ai giovani di scegliere se rimanere in Italia o andare all’estero, evidenziando che quest’ultima diventi una scelta obbligata per ragioni di convenienza economica.